E' possibile eseguire anche lavori di demolizione e ricostruzione
con variazioni planimetriche ma NON volumetriche degli immobili.

Con possibilità di spostamento nell'area di sedime, compresa variazione della sagoma.

 

 

Per gli interventi di demolizione e ricostruzione è possibile usufruire del sismabonus.

Ad affermarlo è la stessa Agenzia delle Entrate con la Circolare 7/E del 2018, nella quale stabilisce che l’intervento di demolizione e ricostruzione deve necessariamente essere qualificato come “ristrutturazione edilizia” e non come intervento di “nuova costruzione” al fine di usufruire del sismabonus.

 

 

 

Gli interventi di demolizione e ricostruzione, classificabili come “ristrutturazione edilizia” dall’Agenzia delle Entrate sono:

 

- la demolizione e ricostruzione di un edificio con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica;

 

- il ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza;

 

- con riferimento agli immobili sottoposti a vincoli ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.lgs 42/2004), la demolizione e ricostruzione o il ripristino purché rispettino oltre che la medesima volumetria anche la medesima sagoma dell’edificio preesistente.


Nel caso in cui gli interventi di demolizione e ricostruzione comportino un aumento di volumetria, non è possibile usufruire del sismabonus. Questo perché l’intervento non si classificherebbe come ristrutturazione edilizia ma come nuova costruzione. Diverso è il caso relativo al sismabonus acquisto, per il quale l’aumento di volumetria è consentito, ma questo è un altro argomento che merita di essere oggetto di un approfondimento dedicato.